Az. Agr. Ferrante Gianmaria
Via C. Battisti, 25 Carovigno BR 72012
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Descrizione
Via C. Battisti, 25 – 72012 Carovigno (BR)
Chi Siamo
Gianni e Graziella lasciano nel 1991 la grande città, i suoi miti omologati e firmati, la posizione sociale, la carriera, ma anche il degrado inarrestabile dovuto al traffico, inquinamento e quant'altro..
Completano il lavoro iniziato in precedenza creando dal nulla un'azienda biologica certificata, con proprio marchio, deposito e imbottigliamento; risanano terreni, ristrutturano fabbricati, canali, protezioni, coltivazioni. Scoperta l'acqua nel sottosuolo con un amico rabdomante mettono a dimora centinaia di olivi, alberi da frutto, pini, fiori e li servono con un fittissimo impianto di irrigazione a goccia di basso impatto ambientale.
La profonda conoscenza acquisita sperimentando e leggendo tutto il possibile e il miglioramento continuo della qualità realizzato posizionano l'olio extra vergine d'oliva biologico "I poderi del sole" a livello di eccellenza e sicurezza; infatti dal deposito aziendale partono confezioni sigillate per raggiungere direttamente il consumatore.
Gianni e Graziella accolgono con affetto nel loro piccolo paradiso gli amanti della natura, della vita all'aria aperta, del mare blu, delle spiagge libere ed intatte. Tutti indistintamente sono ospiti graditi, liberi, sollevati da obblighi, orari, convenzioni sociali, necessità di apparire.
La Nostra Azienda
Estensione 4,5 ettari.
120 mt s.l.m.
Zona D.O.P. "Collina di Brindisi"
Alberi di ulivo: 1.200.
Varietà principali: olearola ostunese, cellina di Nardò, cima di Melfi, toscanina, leccino, pendolino, cipressino, greca, mele, termite di Bitetto.
Altri Alberi: 500 tra pini, lecci, castagni, gelsi, noccioli, frutti di ogni tipo, frutti antichi, fichi, mandorli, uva, ecc…
Alberi e Cespugli da Fiore: 200
Prodotti:
- Olio Extravergine d'Oliva Biologico (spedizioni Italia e paesi CEE)
- Olive nere in salamoia
- Mandorle, noci e nocciole
- Capperi sotto aceto o sale
Il Biologico in Sintesi
Massimo rispetto della natura.
Rifiuto di veleni, diserbanti, concimi chimici.
Stallatico misto certificato BIO.
Sovesci: favino, erbe spontanee.
Trappole cromotropiche, confusione sessuale, insetticidi naturali (piretro, derris, neem, ecc..).
Accurate lavorazioni manuali, irrigazione a goccia a basso impatto ambientale.
Tipologia: Agriturismo
Cucina tipica: No Cucina
Giorno di chiusura: Sempre aperto
Periodo di chiusura: Aperto Tutto l'Anno
Servizi
Parcheggio
Accetta prenotazioni
Affittasi camere
Lingue parlate
Italiano
Foto Gallery
In questa sezione sono riportate le foto del locale.
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Ricette
Olio Extravergine di Oliva Biologico "Dolce"
Preparazione
Prodotto da olive sane e perfette, raccolte e scelte a mano; di esclusiva produzione aziendale (quindi non "selezionate" o provenienti da partite extraziendali).
La raccolta viene fatta dalla pianta principalmente a mano protette da guanti, con uso anche di pettini, apposite reti e, per gli alberi secolari, di piccoli vibratori/abbacchiatori portatili.
Si applica un metodo di raccolta scalare, studiato in azienda, ad un prestabilito grado di invaiatura delle olive, diverso per ogni singola varietà, per esaltarne la specifica caratteristica, le qualità organolettiche e ottenere olio con la massima percentuale di antiossidanti naturali.
| Ingredienti | Quantità | |
|---|---|---|
| 1 | Colore: giallo con riflessi verdi. | |
| 2 | Profumo: fruttato medio. | |
| 3 | Sentore: erbaceo con delicate essenze di carciofo e mela. | |
| 4 | Piccante: no, non pizzica in gola. | |
| 5 | Amaro: nessun retrogusto di amaro. | |
| 6 | Sapore: gradevolmente dolce. Dopo il primo travaso il gusto diventa pieno, | |
| 7 | rotondo, armonico, molto gradevole al palato, capace di esaltare al massimo | |
| 8 | capace di esaltare al massimo i cibi; eccezionale sul pane, nelle insalate, | |
| 9 | in pinzimonio. |
News
18.05.2007 - Folklore - La Pizzica
La Pizzica Salentina
La cultura popolare salentina racchiude la storia di un popolo che conduceva una vita semplice, piena di sofferenze, riuscendo a trarre soddisfazione anche dalle situazioni più misere, grazie a una forte fiducia nella Provvidenza. Dalla vita agreste trae origine naturalmente anche il mistero della taranta, animale mitologico. Anticamente si pensava che nei campi di grano si annidasse un pericoloso aracnide comunemente chiamato tarantola (o taranta nel Salento). Durante il periodo della mietitura, le gambe delle mietitrici raccoglitrici di grano erano dunque esposte al morso velenoso di questo fantomatico animale. Dopo un periodo di rimozione della pizzica, sentita come elemento di arretratezza culturale e per questo relegata agli strati più emarginati della società, a partire dagli anni '70 il genere musicale fu riscoperto ed attualmente è una delle musiche più gradite e ballate dai giovani, quasi una bandiera per il Salento nonchè un legame culturale con altre aree dell'Italia Meridionale interessate da fenomeni musicali simili. Ai giorni nostri sopravvivono tre forme di Pizziche di una volta: La pizzica Tarantata, la pizzica de core e la pizzica delle spade.
Pizzica Tarantata
E' una danza terapeutica individuale o collettiva che prende origine dall'antichissimo rito di guarigione dei tarantati e dal loro pellegrinaggio del 29 giugno presso la Cappella di San Paolo a Galatina. Il ballo della Pizzica Tarantata si suddivideva di solito in tre fasi: prima la donna si trascinava al suolo e batteva mani e piedi al ritmo della pizzica; poi si alzava, saltellava e danzava disegnando ampie figure con le braccia, con l'aiuto di un fazzolettone colorato; alla fine cominciava a barcollare fino a crollare al suolo esausta.
L'esorcismo poteva avvenire nella pubblica piazza o in casa, e alla ragazza "pizzicata" si univano spesso altri uomini e donne ad accompagnarne la danza smaniosa.
Pizzica de Core
La pizzica de core rappresenta i sentimenti d'amore, erotismo e passione nel rito di corteggiamento tra un uomo e una donna. Alcune cronache del XIX sec. descrivono questa danza sfrenata, variante della pizzica tarantata: una donna balla al ritmo frenetico dei tamburelli e violini sventolando un fazzoletto rosso, il colore della passione, con il quale invita a ballare colui che il capriccio le indica. Stanca di questo compagno, ne invita un altro e un altro ancora a suo piacimento, donando il fazzoletto solo a colui che sarà stato in grado di rapirle il cuore assecondando ogni suo desiderio, ogni sua fantasia.
Danza a Scherma o delle Spade
Questa originale forma di danza deriva quasi certamente dai duelli rusticani, che si tenevano quando l'onore e l'orgoglio erano stati feriti e messi in discussione, quando le faide tra famiglie insanguinavano i paesi, ma si tenevano anche in occasione di fiere e mercati. Furono molto probabilmente gli zingari, quando gestivano il mercato del bestiame, ad innestare sul ritmo della pizzica questa sorta di danza-scherma che, combattuta in origine con armi affilatissime, ha poi perso il suo carattere sanguinario e violento e i coltelli sono stati sostituiti dal dito indice e dal dito medio protesi come una lama. I movimenti di questa danza simulano proprio un duello con tanto di provocazioni e attacchi, affondi e difese. La danza delle spade si può ammirare dal tramonto del 15 agosto all'alba del 16 di fronte al santuario di San Rocco a Torrepaduli, frazione di Ruffano. Attorno ai duellanti, la gente un tempo inorridita è stata sostituita da turisti e curiosi che danzano, cantano, battono le mani e, all'occasione, si sfidano all'ultimo…ballo.
La Pizzica al giorno d'oggi
I giovani di oggi non sono posseduti da niente e da nessuno si radunano a centinaia, prendono tamburelli e vino, ballano, cantano e cercano di entrare in una trance dove non c'è malattia e non ci si sente malati. Non si ha paura di essere visti, anzi considerano saper fare questa cosa un privilegio che gli dà il rapporto più vivo con le loro radici, mostrano con orgoglio i calli e le ferite procuratesi con l'uso prolungato del tamburello e fanno propaganda del loro vissuto. La cultura che c'è dietro questi fenomeni è completamente diversa da quella di possessione perché non è considerata una malattia, non va curata, non c'è da vergognarsi, al contrario, con la diffusione di questo fenomeno in tutta italia e non solo, molti giovani che magari vivono lontani dalla loro terra natia per studio o lavoro, o che comunque sono stati "contagiati" dalla pizzica si radunano numerosi ovunque si trovino non solo per ballare e cantare, ma anche per arricchire e valorizzare il loro bagaglio culturale.
Non occorre essere Salentini per amare la Pizzica, basta "vivere" il salento, che non è più solo un punto della cartina bensì uno stile di vita!
Contatti
Indirizzo: Via C. Battisti, 25 Carovigno BR 72012
Telefono: +39.0831.330719
Fax: +39.0831.991761
Sito internet: http://www.ipoderidelsole.it

